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Quando essere te stess* implica introspezione.
Bisogna chiedersi sempre “cosa farebbe il Maestro al posto mio?”.
La soluzione sta nell’amore che dai e ricevi incondizionatamente

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Abiti al mare, in montagna o in collina e tutti i giorni lavori, studi o sei troppo impegnata/o a pensare a come sopravvivere al resto della settimana. I lavori universitari, la sessione degli esami, i progetti lavorativi, il resoconto di fine mese, ecc… . Senti che hai bisogno di una vacanza, ma quelle ferie non arrivano mai. Intanto ti arrabbi perché il cane mangia troppo, il tuo capolavoro culinario viene erroneamente buttato e tu sospiri e ingoi rabbia. Mandi giù, nei tuoi organi, tutte queste cellule cariche di energia potenzialmente negativa e lì, dentro di te avviene la magia. Gli organi a tavolino decidono come spartirsi quell’energia. E tutti in accordo la danno a quello più debole, affinché si nutra di qualcosa che non gli dai più da tempo. Ma non è roba buona, lo si capisce, ma il signor Razionale, per colmare una sua ferita, dice che è meglio…

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Per me non è facile spiegare appieno questa disciplina (se così può chiamarsi), o meglio, questo processo di consapevolezza. Ci provo mettendo un po’ del mio, un po’ di quello che mi hanno tramandato ed insegnato. Nel corso della vita, per varie questioni, si tende a dimenticare la nostra vera identità. Come se in qualche modo, inconsapevolmente, ci siamo “messi i panni” di qualcuno che ci somiglia molto. Non si vede più il mondo come è realmente, ma lo si vede essenzialmente come siamo noi. E questa è una realtà che ci siamo creati con il tempo; modellata da persone, cose e situazioni che abbiamo incontrato sulla nostra via. Questa realtà creatasi, è determinata da un sistema personale di credenze, che agiscono come un filtro, determinando la nostra percezione dell’ambiente intorno a noi. Quindi possiamo affermare che spesso, il nostro Subconscio, è come un campo minato di convinzioni limitanti ed antiche che non sono…

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Se non sai di cosa sto parlando, dai un’occhiata all’articolo precedente dove introduco come si svolgono gli incontri che faccio. La Kinesiologia Applicata rientra nelle cosiddette terapie alternative. Il fondatore di questa disciplina fu un chiropratico statunitense, George Joseph Goodheart Junior (1918-2008). La Kinesiologia Applicata nasce nel 1964, con un articolo scritto dallo stesso fondatore, dove riportava tutti i risultati ottenuti dopo anni di approfonditi studi e ricerche. Goodheart introdusse la relazione che c’è tra muscolo e meridiano, che è la base della Kinesiologia Applicata. Secondo quest’ultima, la salute è determinata dall’equilibrio di tre fattori, rappresentati graficamente da un triangolo i cui lati rappresentano un determinato sistema del corpo umano. Ogni sistema è in relazione con gli altri due, li influenza e viene influenzato da essi. La base del triangolo è il sistema strutturale (articolazioni e muscoli, colonna vertebrale, piedi e bocca); il lato di sinistra è in relazione con…

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