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“E’ tempo di ritrovare il tuo equilibrio” disse un’imponente vocina dentro di me. “Ma perché, sono tanto messa male?” Se ci fosse un Maestro davanti a me, mi avrebbe già tirato un’amorevole sberla e avrebbe detto che queste domande sono un passo da gambero.E sinceramente, avrei accettato anche lo schiaffo, pur di imparare da lui. Ho iniziato un percorso di crescita talmente profondo negli ultimi anni, che ora non ritrovo più la via d’uscita per tornare indietro. “Ma perché, tu torneresti indietro?” mi chiedono sempre. No! non ci tornerei neanche per scherzo. E se fino a 10 anni fa rimpiangevo tutte le cose che non erano andate come volevo, ora le guardo come insegnamenti.Anzi, se proprio devo dirti, mio caro lettore e mia cara lettrice, ho perso tanto tempo a piangermi addosso. E ho deciso di non volerlo fare più. Perché effettivamente, non è che poi serva a così tanto.Guardare…

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Aggrapparsi a qualcuno che ci ama non è mai buono. Meglio tardi che mai per capirlo. Possono esserci mille opportunità, ma tu no, sei follemente innamorat* e non vedi più nulla aldilà del suo naso.Può passare una vita, come una settimana e tu sei lì che al primo momento no, ti colpevolizzi. “Forse non avrò fatto bene qualcosa. Colpa mia! Facciamo pace” è la frase che pensi e dici più spesso. Privarsi di un comportamento piuttosto che affrontarlo è come dire ‘metto il dito davanti la tana delle formiche così non usciranno mai più’, ma poi imperterrite la strada la trovano eccome. Ma poi ci staresti tutta la vita con il dito nella tana?! 😅 Ad un certo punto, ti guarderai allo specchio e dirai BASTA!Uno di quelli liberatori con tutte le lettere maiuscole, che ti esce dal cuore. In realtà è la tua Anima che lo urla e nel…

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Quando essere te stess* implica introspezione.
Bisogna chiedersi sempre “cosa farebbe il Maestro al posto mio?”.
La soluzione sta nell’amore che dai e ricevi incondizionatamente

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Per me non è facile spiegare appieno questa disciplina (se così può chiamarsi), o meglio, questo processo di consapevolezza. Ci provo mettendo un po’ del mio, un po’ di quello che mi hanno tramandato ed insegnato. Nel corso della vita, per varie questioni, si tende a dimenticare la nostra vera identità. Come se in qualche modo, inconsapevolmente, ci siamo “messi i panni” di qualcuno che ci somiglia molto. Non si vede più il mondo come è realmente, ma lo si vede essenzialmente come siamo noi. E questa è una realtà che ci siamo creati con il tempo; modellata da persone, cose e situazioni che abbiamo incontrato sulla nostra via. Questa realtà creatasi, è determinata da un sistema personale di credenze, che agiscono come un filtro, determinando la nostra percezione dell’ambiente intorno a noi. Quindi possiamo affermare che spesso, il nostro Subconscio, è come un campo minato di convinzioni limitanti ed antiche che non sono…

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E’ una domanda che mi sento fare spesso: “ma scusami, alla fine non ho capito, di cosa ti occupi?”. Fosse semplice spiegarlo… non tanto perché è una cosa difficile e lunga, quanto perché la spiegazione di alcune discipline, il più delle volte è opera di convincimento. Alcune persone non sono mai troppo convinte che il nostro corpo ci mandi segnali e che quei segnali sono preziosi. Oppure che oltre la nostra pelle e le nostre ossa ci sia un’anima profonda che ha addirittura un nome. La società, le religioni e le culture, ovvero le credenze che negli anni l’uomo ha costruito per dare un senso alla vita e alla morte, ormai sono impiantate in noi, proprio come radici. E queste radici profonde è difficile sradicarle per poterle reindirizzare in un altro verso, dove magari hanno più libertà. “Ma sei una dottoressa allora?” No, la laurea in medicina è un sogno…

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